Fai bene a chiederti se è quello giusto

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29 maggio 1953: Edmund Hillary e Tenzing Norgay in cima all'Everest

Fai bene a chiederti
se è quello giusto

Lo scopo di questo blog è di fornirti alcuni punti di vista che possano esserti utili per valutare il tuo personale oggi o rivalutare scelte del passato.

Una classica domanda, un antico dilemma.

Sembra che la vita ci ponga spesso di fronte ad una domanda che spazia su ogni attività umana e che potremmo così formulare: è quello giusto?


Dal primo giorno di asilo o di scuola, tendiamo a scegliere gli amici o il compagno di banco secondo certe regole. Scegliamo in modo perlopiù intuitivo e secondo certe affinità. Il problema è solo quando non ci si azzecca. Crescendo affrontiamo esperienze con effetti a lungo termine dove condividere è sempre più importante e. cerchiamo di capire con chi intraprendere le nostre avventure - e disavventure - mettendo in conto gioie e dolori. Cerchiamo di limitare i secondi, accarezzando l'idea di avere trovato la persona giusta, quella su cui contare per fare meglio e arrivare più lontano in modo più certo anche quando il mare si fa mosso.

In fondo siamo tipi sociali, nella pratica e ben prima dell'avvento e nelle modalità virtuali dei vari social come Twitter, Facebook o Linkedin. A patto tu non sia già diventato un lupo solitario. Ma anche in questo caso, sotto sotto lo sai che con una buona squadra potresti fare meglio e divertirti di più.

 
 

Hai mai pensato a quanto ti costa sbagliare?


Non è il caso di brancolare.

Le unioni sbagliate, anche sul lavoro, possono trasformarsi in situazioni tediose e talvolta in grossi guai. La persona sbagliata all'interno di un gruppo di lavoro può creare effetti negativi di diverso tipo e grado di pericolosità. Potrebbe essere semplicemente inconcludente. Potrebbe complicare le cose. Potrebbe muoversi in direzione ostinatamente contraria a quanto richiesto. Potrebbe mascherare la scena così bene da farci ritenere di di avere finalmente qualcuno che si occupa di un'area, quando non è così. A volte troveremo relazioni interne rovinate e un clima aziendale tossico, clienti scontenti e problemi coi fornitori che non avevamo prima. E talvolta la cosa può finire per costare diverse migliaia di euro ...oltre ai mal di testa!

Allo stesso modo la persona giusta risolverà problemi, affronterà e migliorerà le cose, non richiederà un grosso investimento in termini di formazione e sarà orgoglioso di poter contribuire: una perla. Non stressatela, per favore. E se è una persona del genere dedicatele il vostro tempo e attenzione perché, per quanto sembri banale dirlo, resta vero che sono risorse preziose.

Il rischio di cambiare orientamento

Dopo molte (o alcune) esperienze negative nella scelta delle persone potremmo adottare un atteggiamento molto molto cauto, a volte optare per l'esatto contrario.

Nel primo caso, si può iniziare a pensare che capire le persone non sia assolutamente possibile, di non poterne minimamente prevedere il comportamento e tantomeno l'affidabilità. Si può decidere di diventare molto guardinghi e di non fidarsi più di nessuno, mai più!

Al contrario, nel secondo caso, si può diventare così fatalisti da predisporsi ingenuamente a una miriade di fallimenti ed errori, vissuti come inevitabili. L'abilità di fare scelte e valutazioni è messa a dura prova e la volontà si stempera nell'incertezza: ne può risultare un immobilismo non molto consono ad un'imprenditore.

Quindi corriamo il rischio di non fidarci più tanto di noi stessi o della nostra capacità di valutazione. Mai capitato di investire sulla persona sbagliata e di restarne delusi e sentirvi traditi? E più vi siete fidati e più è stato doloroso.

O magari siamo stati proprio noi a non rispettare la parola data e la fiducia concessa, quindi come potremmo averne negli altri? L'argomento scotta. Vale in ogni caso e in ogni direzione: decidere di fare da soli è un attimo ed ecco il lupo solitario alla porta.


 
 

Il lupo solitario non si fida di nessuno e fa il più possibile per conto suo, finché ce la fa. Se ha un branco da qualche parte, non se ne ricorda.


Troviamo spesso da una parte titolari d'azienda impegolati in faccende che avrebbero bisogno di essere delegate e dall'altra personale capace non ben impiegato.


Ma i grandi esploratori sono davvero dei solitari?

Forse sono visti così perché da soli prendono certe decisioni e vogliono quello che vogliono più di altri. Certo è che sanno farsi aiutare e hanno abili e fidati sherpa in grado di fare da portatori, da guida e di organizzare le complessità che escursioni ad alta quota come altre estreme richiedono. I migliori sono quelli che conoscono clima, territorio, attrezzatura idonea e grado di difficoltà di ogni parete. Quelli che si coordinano come necessario ma sanno agire con iniziativa e con la loro testa. Senza di loro nessuna grande spedizione sarebbe stata possibile.

La domanda che ci siamo posti all'inizio - E' quello giusto? - è certamente una domanda da porsi, a nessuno piace contare i danni a posteriori, farlo ha l'unico valore ed è di insegnarci a dare il giusto peso alle scelte iniziali e al momento in cui scegliamo le persone nel formare la nostra squadra. Vale per qualsiasi progetto tu stia prendendo in considerazione.

Così, quando scegliamo le persone importanti per la nostra vita, quelle da aiutare e da cui farci aiutare, vediamo di capire se sono davvero persone su cui contare e capaci di sostenerci anche nelle prove più toste. Riusciremo a perdere l'aereo trovandoci in braghe di tela o arriveremo dove desideriamo sani e salvi?

 
 

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“12 errori da evitare nella valutazione e selezione del personale.”

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